“Io non sono più io, in una casa che non sento più mia” (Lettere inedite di Claudio Di Felice – 8)

La commovente storia del signor Claudio Di Felice la trovate qui.
Questa è l’ottava di tredici lettere inedite.

Torino, 6 marzo 1997 – 6 giugno 1997

Alla mia compagna, sposa e madre, in una notte di veglia e di ricordi, dedico.
(Giovedì 26 giugno 1997)

Cristina Amore mio
Cristina mia diletta
Cristina mia adorata

oggi sono tre i mesi trascorsi da quando te ne sei andata, perché un crudele destino così ha deciso che fosse. I giorni e le notti mi rotolano addosso e scivolano via, senza che me ne accorga, perché è il mio tempo che si è fermato, perché io non sono più io, in una casa che non sento più mia, se non fosse per il ricordo del tuo viso, dei tuoi occhi, e per tutte le tue cose che mi circondano. Il mio orecchio talvolta insegue allucinato l’eco della tua voce e il tossire insistito dei tuoi ultimi mesi rintocca nelle mie notti di veglia.

Ora che tutto è compiuto, ora che tra mente e cuore alberga una impietrita confusione, io temo, irrimediabilmente temo, di averti persa per sempre, che non mi sarà più concesso di rivederti, perchè questo una voce assassina sussurra ogni giorno alla mia fede tiepida e incerta.

Se questa dovesse essere la conclusione della tua battaglia e delle nostre lotte, delle disperate speranze e delle deluse illusioni lungo la Via Crucis del tuo calvario, se questa ripeto dovesse essere la conclusione, allora, prima che scenda il buio sulle nostre esistenze e si spenga il lume con il quale a vicenda ci facemmo strada, allora Amore mio anche a te e per te, dico e ripeto le parole di viatico e conforto con cui accompagnavamo i nostri amici animali, i nostri fratelli sventurati di un Dio minore, all’approssimarsi del loro tramonto: “Dormi tesoro, riposa, sogna e vola alto, verso il Paradiso degli Esseri Buoni e Giusti, perché altro non potrà essere”.

Arrivederci Cristina, spero tanto di riabbracciarti un giorno, ma se così non fosse, allora dico: “Benedetto sia il tuo nome, e sempre Benedetto sia”.

Baci. Tuo Claudio – giugno 97

(Claudio Di Felice)
(le lettere uno, due, trequattro, cinque, sei e sette)

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