“Vivo nel buio le ore disperate” (Lettere inedite di Claudio Di Felice – 13)

crisLa commovente storia del signor Claudio Di Felice la trovate qui.
Questa è l’ultima di tredici lettere inedite. Le lettere unoduetrequattrocinquesei , sette,  otto, nove, dieci, undici, dodici.

Torino, 6 marzo 97 / 6 marzo 98

Cristina mia adorata
Cristina mia diletta
Cristina amore mio,
compagna, sposa, madre, delle mie avventure, delle mie gioie, dei miei dolori, mi manchi, mi manchi, mi manchi, perché amarti è stato facile, dimenticarti impossibile.
Se ogni giorno porta la sua croce, da quando sei volata via, nel mio cuore nessuna croce manca.

Ora che, la tua luce si è spenta, vivo nel buio le ore disperate di giorni disperati, perché ci è stato concesso di vivere, ma non di invecchiare insieme.
Come farò ad imparare a vivere ancora, se tu sei stata la mia vita, la mia mente, il mio cuore e tutto ho avuto, perché tutto mi hai dato?
In attesa che sorella Morte ritorni, per celebrare le nostre nuove nozze, Noi ancora insieme, mano nella mano, con attorno a testimoni i nostri animali che hai trattato come figli, in attesa ripeto, riposa serena.
Ti riscaldi ogni alba il mio bacio, e al tramonto ti dissetino le mie lacrime.
Attendi fiduciosa amore, verrà quel giorno, saranno milioni, ma riconoscerò i tuoi occhi.
Ti abbraccio, forte forte.
Marzo 98. Claudio.

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