«Noi in Calabria mangiavamo per terra che non c’avevamo neanche il tavolo», sibila.

#solocosescrittebene

Era una notte buia e tempestosa… [grazie ai modelli Fabio, Enrica, Simonetta e Matteo]

«E che ci posso fare, nonno, se quando siamo arrivati a Torino io avevo solo un anno? Non è ch’abbiamo fatto fortuna, però oggi il pane c’è, e c’era già ieri, e anche l’altro, abbiamo una casa, stiamo tutti assieme, nonno, mia moglie, io. Facciamo una vita semplice, che vuoi che ti dica? Che sono contento? 
No, non sono contento, faccio un lavoro noiosissimo e non posso cambiarlo perché sembra che poi getti via il pane, per via di ‘sta storia dell’indeterminato e del direttore di banca che non voglio far ridere.
Vorrei invece che la cameriera della pizzeria mi sorridesse non per avere la mancia, ma perché io sono un uomo, lei è una donna, non voglio scoparla, non voglio che mi voglia scopare, non voglio che mi derubi, né io derubarla, ma cazzo, moriremo tutti assieme, anche se distanti, puoi farmelo un cazzo di sorriso gratis, no?».
(da V., una delle sette storie)

L’occhio della mucca – sette storieMarcovalerio Edizioni2014.
Si trova QUIQUI e QUI.

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One thought on “«Noi in Calabria mangiavamo per terra che non c’avevamo neanche il tavolo», sibila.

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