Nessuna era buona come il toast di Loris #FAQSuLOcchioDellaMucca

cani e mucche

Cani e mucche. Grazie alla modella Masha.

Di tutte le merende che mi era capitato di assaggiare, nessuna era buona come il toast di Loris. Lui lo sapeva e ogni giorno me ne dava un pezzetto.
 Quando suonava l’intervallo, con fare lento metteva la mano sotto il banco, tirava su il pacchettino e lo svestiva: via il primo strato di cellophane, lento, via la stagnola, via infine il tovagliolo di carta, e se quest’ultimo gesto capivo avesse un senso farlo piano, pianissimo affinché briciole di carta non rimanessero appiccicate alla superficie ruvida del pane bruciacchiato, quello che non capivo era perché la stagnola dovesse rimanere intatta, perché lui ci spendesse secondi, a volte anche minuti, giacché un istante dopo la stagnola ancora liscia finiva comunque nell’immondizia: tutto questo aveva un senso come rito ma ero certo per lui non lo fosse, ero io quello dei due che attendeva l’intervallo bramoso, il senso a quelle mattinate dato unicamente dal pezzetto che avrei avuto del toast di Loris.
(incipit di Il Toast di Loris, una delle sette storie)

Parliamo di L’occhio della mucca – sette storieMarcovalerio Edizioni2014.
Che si trova QUIQUI e QUI.

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