Onorate il vile. Della preferita, che esiste, ‘sì come esiste una peggiore, che mi disse Dan Solo

copj170.aspilvilePiù o meno quindici, diciassette anni fa, all’Hiroshima, una sera chiesi a Dan Solo: «Qual è, delle vostre canzoni, la tua preferita?».
Ero emozionato, ero un ragazzino, di fatto e non d’età, che parlava al bassista dei Marlene Kuntz, erano i tempi di Le macabre a Bra, del Barrumba a Torino, dell’Happening ad Alba: i primi giri dei Marlene al secondo album.
Mi aspettavo Dan Solo dicesse Festa mesta, oppure Trasudamerica, oppure Overflash, oppure Fuoco su di te, oppure Merry Xmas: disse: «Il vile».
Che di tutte era quella che preferivo meno; e soprattutto lo disse da scazzato, anzi da snobbino, da minchia-non-so-dai-non-esiste-una-preferita, boh-che-ne-so, che-domande-fai…, quindi disse la peggiore.
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«Riallacciandosi quindi al quesito iniziale, cosa resta?». La recensione di Pippo Cervella #FAQsuLocchioDellaMuccaSetteStorie

la muccaLa recensione di Pippo Cervella.

Habemus! Iam…Res?
Con questo incipit in latinorum di infimo livello, criptico ma non per l’autore, rimugino l’ ”Occhio della Mucca”, checché se ne dica vera opera prima di Marco Giacosa, neo-giornaliscrittore ex giovane che si cimenta di fronte al possibile grande pubblico in questa raccolta di 7 racconti.
La terra d’adozione sabauda, fondamentale per l’ambientazione del libro, cede con discrezione alla piacevolmente inevitabile epifania dell’archetipo langhetto: le storie raccontate da un torinese docg, sempre che esistano ancora, non sarebbero le stesse in quanto la pudicizia dell’autore, ancora presente in minima ma decisiva dose sia nell’inchiostro (…) Continua a leggere

Preferisco i mezzi pubblici #FAQSuLOcchioDellaMuccaSetteStorie

wally

A casa di Wally

Dieci anni fa internet andava a ventotto Kb, se eri fortunato cinquantasei, e comunque per conoscere il percorso di un tram prendevi una cartina, la aprivi in mezzo alla strada, raccoglievi qualcosa che senz’altro ti era nel frattempo caduto, piegavi e ripiegavi su se stesso quel foglio un metro per un metro e finalmente seguivi i numerini scritti accanto alle vie che univi come quel giochino della Settimana Enigmistica. Oggi c’è l’ADSL, il web è sempre più fast, il pdf del sito della GTT – che a ventotto kappa si chiamava ATM – lo scarichi in quattro microsecondi e altrettanti ne impieghi a prendere atto che per andare da corso Dante a corso Telesio devi salire sul 42 fino all’ospedale Martini e poi il 28 verso nord.
«Prendi il mio motorino», mi ha detto Francesca ancora nel letto.
Preferisco i mezzi pubblici.
(incipit di Livepod, una delle sette storie)

Parlo di L’occhio della mucca – sette storieMarcovalerio Edizioni2014.
Che si trova QUIQUI e QUI.

«Perché non tieni acceso il telefono?» #FAQSuLOcchioDellaMuccaSetteStorie

casaitaliana

In una casa italiana

Quando lo vidi nel bar di via Roma Set mi fulminò e dovetti uscire con lui a fumare una cicca.
«Come cazzo ti vesti?», chiese, e quella era la prima invasione nella vita che conducevamo all’oscuro gli uni degli altri.
«Perché non tieni acceso il telefono?», disse, e per un attimo ebbi paura mi ficcasse il coltello nella pancia, al punto che istintivamente cercai lo sguardo dei passanti alla mia destra e alla mia sinistra.
(incipit di Il diuretico, una delle sette storie)

Si parla di L’occhio della mucca – sette storieMarcovalerio Edizioni2014.
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Virus #FAQSuLOcchioDellaMucca

ros

La mucca sulle gambe di Rosaria.

La mail con cui l’amministratore delegato mi ha convocato alla riunione sui problemi della sicurezza informatica – parte prima conteneva un virus. Così segnala il mio Black&Berry. Fanculo.
da Livepod, una delle sette storie.

Stiamo parlando di L’occhio della mucca – sette storieMarcovalerio Edizioni2014.
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Ben prima del previsto #FAQSuLOcchioDellaMucca

erica

La prova che i corrieri sono impazienti, rumoreggiano, sono iperattivi: vogliono consegnare!

Sono otto anni che faccio questo mestiere. Se questa donna, la madre del morto, è una di quelle che ringraziano, che chiedono, che parlano, stai tranquillo che non la vedi più. Invece se è una di quelle che non guardano in faccia, una di quelle nel vuoto appena il figlio o il marito o la madre muoiono, questa tre mesi e la vediamo qui con un regalo di Natale.
Ne ho viste di cose.
da Quando finisce, una delle sette storie.

Stiamo parlando di L’occhio della mucca – sette storieMarcovalerio Edizioni2014.
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RinasciCoop

Librai bravi: la libreria Rinascita di Empoli, Toscana.

Faccio un lavoro noioso. Molto noioso. Noiosissimo. Se il mio è noioso, figurati quello di un operaio. Chissà che cosa cazzo racconta un operaio la sera alla moglie: «Ehi, oggi ho avvitato più bulloni di ieri»? E ti credo che si fanno i cazzi dei colleghi in fabbrica.
da V., una delle sette storie

Stiamo parlando di L’occhio della mucca – sette storieMarcovalerio Edizioni2014.
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