“Vivo nel buio le ore disperate” (Lettere inedite di Claudio Di Felice – 13)

crisLa commovente storia del signor Claudio Di Felice la trovate qui.
Questa è l’ultima di tredici lettere inedite. Le lettere unoduetrequattrocinquesei , sette,  otto, nove, dieci, undici, dodici.

Torino, 6 marzo 97 / 6 marzo 98

Cristina mia adorata
Cristina mia diletta
Cristina amore mio,
compagna, sposa, madre, delle mie avventure, delle mie gioie, dei miei dolori, mi manchi, mi manchi, mi manchi, perché amarti è stato facile, dimenticarti impossibile.
Se ogni giorno porta la sua croce, da quando sei volata via, nel mio cuore nessuna croce manca.
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“Questa è l’ultima mia disperata Speranza” (Lettere inedite di Claudio Di Felice – 12)

crisLa commovente storia del signor Claudio Di Felice la trovate qui.
Questa è la dodicesima di tredici lettere inedite. Le lettere unoduetrequattrocinquesei , sette,  otto, nove, dieci e undici.

Post Scriptum
scusami ancora Amore, ma ho dimenticato di dirti che se non dovessero più arrivare altri miei scritti, non ti crucciare non ne vale la pena. Come ben sai sono stati un tentativo forse infelice di darti conforto, per quanto mi riguarda ho solo rimestato una ferita che non rimarginerà.
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“Rifletto tutto al passato remoto” (Lettere inedite di Claudio Di Felice – 11)

crisLa commovente storia del signor Claudio Di Felice la trovate qui.
Questa è l’undicesima di tredici lettere inedite. Le lettere unoduetrequattrocinquesei , sette,  otto, nove e dieci .

6 agosto 97
in Torino.

Cristina Amore mio,
e con oggi sono giusti Cinque mesi da quando….
Sono 153 giorni che i moti del cuore, le emozioni e i sensi dello sguardo e dell’udito, vivono la presenza ossessiva e dolorosa della tua…ASSENZA, qui in questa casa, dove le pendole a Te così care, ora sono ferme, sull’ora fatale di un giorno di morte, quando una sorte amara, spezzò un filo, due cuori, due amori, affetti ed esistenze.
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“Affido ogni cosa all’urlo del silenzio” (Lettere inedite di Claudio Di Felice – 10)

crisLa commovente storia del signor Claudio Di Felice la trovate qui.
Questa è la decima di tredici lettere inedite. Le lettere unoduetrequattrocinquesei , sette,  otto e nove .

Torino, 6 agosto ’97

Cristina mio tesoro,
come ci eravamo detti in precedenza, sono già trascorsi Cinque mesi da quando ti ho persa, e a me che ancora non riesco a rendermene conto e ragione sembra solo ieri. Comunque, sei uscita dalla vita, non dalla mia e nostra vita.
Anzi,
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“Nella laica e disperata speranza di rivederti ancora” (Lettere inedite di Claudio Di Felice – 9)

crisLa commovente storia del signor Claudio Di Felice la trovate qui.
Questa è la nona di tredici lettere inedite. Le lettere unoduetrequattrocinquesei , sette e otto .

24 Luglio ’97
Cristina, mia e nostro Amore,
non volevo turbare il tuo sonno, e te ne chiedo scusa e perdono, ma dovevo e non posso fare altrimenti:
Oggi
nel succedersi sordo e grigio delle mie giornate, cade il tuo Onomastico.
Il PRIMO che non abbiamo trascorso insieme dopo quasi 41 anni.
Il PRIMO a 140 giorni da quando ci hai lasciato.
Scusa e perdono chiedo ancora, per altri auguri, che a Te nata l’8 marzo dovevo e non ho fatto in quel giorno maledetto…
che ha visto aprirsi e chiudersi la Tua Tomba
che ha visto l’alba di un compleanno incompiuto
che ha visto la festa delle donne, di tutte le donne, ma non la tua.
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“Io non sono più io, in una casa che non sento più mia” (Lettere inedite di Claudio Di Felice – 8)

La commovente storia del signor Claudio Di Felice la trovate qui.
Questa è l’ottava di tredici lettere inedite.

Torino, 6 marzo 1997 – 6 giugno 1997

Alla mia compagna, sposa e madre, in una notte di veglia e di ricordi, dedico.
(Giovedì 26 giugno 1997)

Cristina Amore mio
Cristina mia diletta
Cristina mia adorata

oggi sono tre i mesi trascorsi da quando te ne sei andata, perché un crudele destino così ha deciso che fosse. I giorni e le notti mi rotolano addosso e scivolano via, senza che me ne accorga, perché è il mio tempo che si è fermato, perché io non sono più io, in una casa che non sento più mia, se non fosse per il ricordo del tuo viso, dei tuoi occhi, e per tutte le tue cose che mi circondano. Il mio orecchio talvolta insegue allucinato l’eco della tua voce e il tossire insistito dei tuoi ultimi mesi rintocca nelle mie notti di veglia.
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“Quante cose belle, buone e sagge mi dicono…” (Lettere inedite di Claudio Di Felice – 7)

La commovente storia del signor Claudio Di Felice la trovate qui.
Questa è la settima di tredici lettere inedite.

Torino
Marzo, Aprile, Maggio, Giugno 97

Cristina mia diletta,

perdonami se turbo il tuo sonno, ma solo tu puoi, solo a te posso chiedere una risposta che il mio cuore spento non sa dare e trovare, anche volendo, perché sono io che nulla voglio dire, sentire; sapere.

Mi dicono che hai cessato di soffrire.
Mi dicono che è stato meglio così.
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