Onorate il vile. Della preferita, che esiste, ‘sì come esiste una peggiore, che mi disse Dan Solo

copj170.aspilvilePiù o meno quindici, diciassette anni fa, all’Hiroshima, una sera chiesi a Dan Solo: «Qual è, delle vostre canzoni, la tua preferita?».
Ero emozionato, ero un ragazzino, di fatto e non d’età, che parlava al bassista dei Marlene Kuntz, erano i tempi di Le macabre a Bra, del Barrumba a Torino, dell’Happening ad Alba: i primi giri dei Marlene al secondo album.
Mi aspettavo Dan Solo dicesse Festa mesta, oppure Trasudamerica, oppure Overflash, oppure Fuoco su di te, oppure Merry Xmas: disse: «Il vile».
Che di tutte era quella che preferivo meno; e soprattutto lo disse da scazzato, anzi da snobbino, da minchia-non-so-dai-non-esiste-una-preferita, boh-che-ne-so, che-domande-fai…, quindi disse la peggiore.
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