«Il mio preferito? Livepod» #FAQsuLOcchioDellaMuccaSetteStorie

Ema«Mi è piaciuto assai. Belli tutti i racconti, il mio preferito “Livepod”, perché essendo un assiduo fruitore di mezzi pubblici, a volte sui bus si scopre un mondo. E “Il diuretico”…ho particolarmente apprezzato la citazione a Salerno»
( Emanuele De Vita)

Che si riferisce a L’occhio della mucca – sette storieMarcovalerio Edizioni2014.
Che si trova QUIQUI e QUI.

A ottobre ho letto: «L’occhio della mucca. Sette storie» di Marco Giacosa #FAQsuLOcchioDellaMuccaSetteStorie

locchio-della-muccaQuella di Marco Giacosa è una competenza costruita sulla mera osservazione della realtà e sviluppatasi scrivendo le sue storie nel suo blog L’occhio della mucca e sul quotidiano La Stampa Cose che ho visto oggi.
La narrazione, l’autonarrazione ma anche l’osservazione delle diverse esperienze quotidiane di vita per rintracciare un filo universale che accomuni diversi percorsi, tra pubblico e privato: le  sue sono Sette Storie al presente che servano a tracciare la rotta per il futuro.

Prosegue QUI, sul blog di Caterina Solang.

Che si riferisce a L’occhio della mucca – sette storieMarcovalerio Edizioni2014.
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«L’occhio della Mucca di Marco Giacosa ti mostra un mazzo di pensieri» #FAQsuLOcchioDellaMuccaSetteStorie

guidoL’occhio della Mucca di Marco Giacosa ti mostra un mazzo di pensieri di vite particolari ma che potrebbero essere anche la tua. Questa mucca (un Fassone piemontese suppongo, che pascola fra la zona dell’Albese, o le Langhe, e Torino) ha uno sguardo freddo, sensibile, sottilmente umoristico, tenero e disincantato al tempo stesso. L’occhio della mucca sono 6 racconti brevi ed uno più lungo (in cui le legittime aspirazioni dei vari personaggi vanno a confluire in un punto di “tempesta perfetta”).
Guido Aragona

Che si riferisce a L’occhio della mucca – sette storieMarcovalerio Edizioni2014.
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«Noi in Calabria mangiavamo per terra che non c’avevamo neanche il tavolo», sibila.

#solocosescrittebene

Era una notte buia e tempestosa… [grazie ai modelli Fabio, Enrica, Simonetta e Matteo]

«E che ci posso fare, nonno, se quando siamo arrivati a Torino io avevo solo un anno? Non è ch’abbiamo fatto fortuna, però oggi il pane c’è, e c’era già ieri, e anche l’altro, abbiamo una casa, stiamo tutti assieme, nonno, mia moglie, io. Facciamo una vita semplice, che vuoi che ti dica? Che sono contento? 
No, non sono contento, faccio un lavoro noiosissimo e non posso cambiarlo perché sembra che poi getti via il pane, per via di ‘sta storia dell’indeterminato e del direttore di banca che non voglio far ridere.
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